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malattie sessualmente trasmissibili

 

 

La sessualità per la persona che la vive è sempre positiva, ma vi sono alcuni problemi collegati ad essa che devono essere affrontati e meritano attenzioni.
Uno di questi è rappresentato dalle malattie sessualmente trasmesse, ossia quelle malattie che trovano nel rapporto sessuale la maggiore fonte di contagio.
Attualmente fatta eccezione per l’AIDS e le epatiti croniche, tutte le altre risultano curabili se vengono riconosciute tempestivamente. I sintomi possono essere diversi nell’uomo e nella donna ma il contagio è sempre reciproco e per questo la terapia va sempre rivolta ad entrambi i partner. Se si pensa o si ha il dubbio di aver contratto una malattia a trasmissione sessuale ci si può rivolgere agli Spazi Adolescenti, al proprio medico di medicina generale o presso gli ambulatori ospedalieri che si occupano di queste malattie.

 

 

AIDS

CLAMIDIA

            

PREVENIRE LA ROSOLIA IN GRAVIDANZA

.... Magari ora non ci pensi proprio ad avere un bambino, ma... è importante saperlo, è importante pensarci prima!

Le donne in età fertile devono sapere se sono state vaccinate o se hanno già avuto la malattia, quindi se sono protette oppure no nei confronti del virus della rosolia. Se non lo sono, è consigliata la vaccinazione, che rappresenta l'unica misura di prevenzione.
Tutte le donne in gravidanza effettuano i controlli per verificare se sono protette dal virus della rosolia. Nel caso in cui non siano protette, la vaccinazione va effettuata subito dopo il parto per proteggere dalla rosolia congenita i futuri fiqli.
La vaccinazione è controindicata durante la gravidanza.
Le donne in età fertile che si sottopongono a vaccinazione, devono evitare il concepimento per un mese.

Cos'è la Rosolia e che cosa può provocare

 

Papilloma virus umano (HPV)

Il Papilloma virus (HPV) è l’agente virale responsabile del carcinoma della cervice uterina, primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come totalmente riconducibile ad una infezione. 

Quali sono i diversi tipi di Papillomavirus umano?

Esistono oltre 100 tipi di Papillomavirus umano. Nella maggior parte dei casi sono relativamente innocui, come quelli che provocano le comuni verruche sulle mani e sui piedi. Il sistema di difesa dell’organismo della maggior parte degli individui elimina spontaneamente il virus.

Sono circa 40 i tipi di Papillomavirus che colpiscono l’area genitale, quattro dei quali provocano le malattie genitali più comuni:

I tipi "ad alto rischio” ( Papillomavirus di tipo 16 e 18) possono provocare il cancro cervicale o l’insorgere, nel tessuto del collo dell'utero, di cellule anomale che talvolta possono trasformarsi in cancro.
I tipi “a basso rischio” (Papillomavirus di tipo 6 e 11) possono provocare condilomi genitali ed alterazioni benigne (cioé anomalie non cancerose) della cervice.


 

Quali  alterazioni provoca l’infezione da HPV?

La maggior parte (70-90%) delle infezioni da HPV è transitoria e guarisce spontaneamente senza lasciare esiti. In una minoranza di casi provoca delle lesioni a livello del collo dell’utero.
Generalmente il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni. Solo pochissime donne con infezione da papilloma virus sviluppano un tumore del collo dell’utero.
Per questo, la prevenzione del carcinoma è stata basata fino ad ora su programmi di screening, che consentono di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma.

Come si contrae questa infezione?

Sia nell’uomo che nella donna il fattore di rischio determinante è il comportamento sessuale. Il rischio è infatti collegato al numero di partner e all’età di inizio dell’attività sessuale. Nelle popolazioni a prevalente monogamia femminile il rischio di carcinoma della cervice è direttamente correlato al numero di partner che il proprio compagno ha nel corso della vita.
Cofattori che aumentano il rischio di carcinoma della cervice in donne HPV positive sono l’aumentare dell’età, l’uso prolungato di contraccettivi orali, un alto numero di figli, il fumo e l’infezione da HIV.

Come si cura?

Allo stato attuale non esiste una cura per l’infezione virale. Le sperimentazioni relative ai vaccini terapeutici sono ancora in corso.
Possiamo però trattare le lesioni provocate dal virus.
La cosa più importante quindi è identificare in tempo le alterazioni provocate dal virus, che sono quelle evidenziate dal Pap test.

Si può prevenire l’infezione da papilloma virus?

E’ difficile prevenirla: infatti è molto comune, soprattutto fra le persone giovani.
E’ ora disponibile un vaccino contro l’HPV che costituisce un importante strumento di prevenzione primaria del carcinoma della cervice uterina.
Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili è sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi di questo tumore.


A chi è rivolta l’offerta pubblica gratuita del vaccino?

I vaccini sono somministrati gratuitamente dalle ASL.
In Italia l’offerta pubblica gratuita della vaccinazione è rivolta alle bambine tra gli undici e i dodici anni di età, perché in questa fascia è massimo il profilo beneficio-rischio, con una somministrazione per via intramuscolare di una dose iniziale e due richiami, entro i sei mesi dalla prima.
La somministrazione del vaccino prima dell’inizio dei rapporti sessuali è, infatti, particolarmente vantaggiosa perché induce un’efficace protezione prima di un eventuale contagio con il virus HPV, che si acquisisce di norma subito dopo l’inizio dell’attività sessuale, e perché la risposta immunitaria in questa fascia di età è maggiore di quella osservata nelle donne in altre fasce di età.
E’ allo studio, inoltre, un ulteriore sviluppo della strategia vaccinale per valutare l’allargamento, in futuro, dell’offerta attiva anche ad altre coorti di donne (tra i 25 e i 26 anni), preferibilmente in concomitanza con il primo invito all’esecuzione dello screening attraverso il pap test. 

Il vaccino si può acquistare in farmacia?

Il vaccino è disponibile a pagamento in farmacia, previa indicazione e prescrizione del medico, ed è destinato alle donne che non hanno ancora contratto l’infezione da HPV. 

Le donne in gravidanza possono vaccinarsi?

Il vaccino non deve essere somministrato alle donne in gravidanza.
Gli studi sul vaccino non hanno dimostrato problemi particolari per la madre o per il feto, ma l’evidenza è limitata e sono necessari ulteriori studi. 

Il vaccino sostituisce il Pap test?

E’ opportuno ricordare che il vaccino affianca ma non sostituisce lo screening periodico della cervice uterina, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, perchè protegge dalle lesioni causate solo da due ceppi, responsabili del 70% dei cancri invasivi, mentre il pap test triennale offre una protezione che può arrivare fino al 90%alcuni genotipi di HPV oncogeni.